ATTI LEGISLATIVI O REGOLAMENTARI

DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2016, n. 185.

(Gazzetta Ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2016)

 

Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, n. 148, n. 149, n. 150 e n. 151, a norma dell'articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

...omissis...

EMANA

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Disposizioni integrative e correttive

del decreto legislativo n. 81 del 2015

1. Al decreto legislativo n. 81 del 2015 (12), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 45, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 4, le parole "in accordo con" sono sostituite dalle seguenti: "sentite";

2) il comma 5 è sostituito dal seguente:

"5. In assenza delle regolamentazioni regionali di cui al comma 4, l'attivazione dei percorsi di apprendistato di alta formazione e ricerca è disciplinata dalle disposizioni del decreto di cui all'articolo 46, comma 1. Sono fatte salve fino alla regolamentazione regionale le convenzioni stipulate dai datori di lavoro o dalle loro associazioni con le Università, gli Istituti tecnici superiori e le altre Istituzioni formative o di ricerca, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.";

b) all'articolo 49, il comma 3 è sostituito dal seguente:

"3. I committenti imprenditori non agricoli o professionisti che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione, a comunicare alla Sede territoriale competente dell'Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, indicando, altresì, il luogo, il giorno e l'ora di inizio e di fine della prestazione. I committenti imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità di cui al primo periodo, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali possono essere individuate modalità applicative della disposizione di cui al 1° periodo nonchè ulteriori modalità di comunicazione in funzione dello sviluppo delle tecnologie. In caso di violazione degli obblighi di cui al presente comma si applica la sanzione amministrativa da € 400 ad € 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Non si applica la procedura di diffida di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.";

c) all'articolo 55, dopo il comma 2, è inserito il seguente:

"2-bis. I contratti di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, stipulati ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione, possono essere prorogati fino ad un anno, qualora alla scadenza l'apprendista non abbia conseguito la qualifica o il diploma professionale.".

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(12) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2015, pag. 2055; I.L.P. 2015, pag. 967.

Capo II

Art. 2.

Modificazioni al decreto legislativo n. 148 del 2015

1. Al decreto legislativo n. 148 del 2015 (13), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 15, comma 2, sono aggiunte in fine le seguenti parole: "fatte salve le domande per eventi oggettivamente non evitabili, per le quali si applica il termine della fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l'evento.";

b) all'articolo 25, il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. La sospensione o la riduzione dell'orario così come concordata tra le Parti ha inizio entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di cui al comma 1.";

c) all'articolo 41, dopo il comma 3 è inserito il seguente:

"3-bis. I contratti di solidarietà di cui all'articolo 21, comma 5, in corso da almeno 12 mesi e quelli stipulati prima dell'1 gennaio 2016 possono essere trasformati in contratti di solidarietà espansiva, a condizione che la riduzione complessiva dell'orario di lavoro non sia superiore a quella già concordata. Ai lavoratori spetta un trattamento di integrazione salariale di importo pari al 50% della misura dell'integrazione salariale prevista prima della trasformazione del contratto e il datore di lavoro integra tale trattamento almeno sino alla misura dell'integrazione originaria.

L'integrazione a carico del datore di lavoro non è imponibile ai fini previdenziali, e vige la contribuzione figurativa di cui all'articolo 6. Trova applicazione l'articolo 21, comma 5, ultimo periodo e la contribuzione addizionale di cui all'articolo 5 è ridotta in misura pari al 50%. Il contributo di cui al comma 1 o l'agevolazione contributiva di cui al comma 2 si applicano per il solo periodo compreso tra la data di trasformazione del contratto e il suo termine di scadenza e tale periodo si computa ai fini degli articoli 4 e 22, comma 5. Per i lavoratori di cui al presente comma non trova applicazione la disposizione di cui al comma 5.";

d) all'articolo 42, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 3, dopo le parole "e di 100 milioni di euro per l'anno 2018" sono inserite le seguenti: "ed entro il limite di spesa di cui al comma 5, 1° periodo,";

2) dopo il comma 4, è inserito il seguente:

"4-bis. Per gli accordi conclusi e sottoscritti in sede governativa entro il 31 luglio 2015 riguardanti casi di rilevante interesse strategico per l'economia nazionale, che comportino notevoli ricadute occupazionali, tali da condizionare le possibilità di sviluppo economico territoriale, e il cui piano industriale abbia previsto l'utilizzo del contratto di solidarietà, con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, può, altresì, essere concessa, su domanda, la reiterazione della misura di cui all'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, per la durata stabilita dalla Commissione di cui al comma 4 e, comunque, nel limite massimo di 24 mesi. Il beneficio di cui al presente comma è riconosciuto entro il limite di spesa di cui al comma 5, 1° periodo, e non trova applicazione il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali 14 settembre 2015, n. 17981.";

3) al comma 5, i primi 3 periodi sono sostituiti dai seguenti: "Ai fini di cui ai commi 3 e 4-bis il Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 185 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2009 è incrementato di 90 milioni di euro per l'anno 2017 e di 100 milioni di euro per l'anno 2018 che costituiscono il limite di spesa complessivo per ciascuno degli anni considerati ai fini del riconoscimento dei benefici di cui ai commi 3 e 4-bis secondo i criteri definiti con il decreto di cui al 3° periodo. Ai fini del monitoraggio della relativa spesa, i decreti di cui ai commi 3 e 4-bis sono trasmessi al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione, sono definiti i criteri per l'applicazione dei commi 3, 4 e 4-bis ivi inclusa la possibilità di rideterminazione dei benefici previsti dai commi 3 e 4-bis al fine del rispetto del complessivo limite di spesa di cui al 1° periodo. Conseguentemente non trovano applicazione le misure attuative relative all'utilizzo del limite di spesa di cui al comma 3 emanate ai sensi della disciplina vigente prima dell'entrata in vigore della presente disposizione.";

e) all'articolo 43, dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti:

"4-bis. Con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi nel 2016 e limitatamente ai lavoratori con qualifica di stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali, qualora la durata della NASpI, calcolata ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 (14), sia inferiore alla durata ottenuta disapplicando il 2° periodo del comma 1 di tale articolo relativamente alle prestazioni di disoccupazione, ad eccezione di prestazioni di mini-ASpI e di NASpI, fruite negli ultimi 4 anni, la durata della NASpI viene incrementata di un mese, a condizione che la differenza nelle durate così calcolata non sia inferiore a 12 settimane. In ogni caso, la durata della NASpI corrisposta in applicazione del 1° periodo non può superare il limite massimo di 4 mesi.

4-ter. Agli oneri derivanti dal comma 4-bis, valutati, in 57 milioni di euro per l'anno 2016 e in 78,6 milioni di euro per l'anno 2017, si provvede, quanto a 38,1 milioni di euro per l'anno 2016, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, come incrementata dall'articolo 43, comma 5, e dall'articolo 1, comma 387, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (15), quanto a 18,9 milioni di euro per l'anno 2016, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 e quanto a 78,6 milioni di euro per l'anno 2017, mediante riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

4-quater. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, anche avvalendosi del sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge n. 92 del 2012, assicurano, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dal comma 4-bis. Nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di spesa di cui al comma 4-ter, agli eventuali maggiori oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. E' conseguentemente accantonato e reso indisponibile sul medesimo fondo nonchè, ai fini degli effetti in termini di fabbisogno e indebitamento netto, sul fondo di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, un importo complessivo pari al 50% degli oneri indicati al comma 4-ter fino all'esito dei monitoraggi annuali previsti nel 1° periodo. In tali casi, il Ministro dell'Economia e delle Finanze riferisce alle Camere con apposita relazione ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.";

f) all'articolo 44, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) dopo il comma 6 è inserito il seguente:

"6-bis. Con riferimento ai trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche in deroga alla legislazione vigente, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre nell'anno 2016 l'utilizzo delle risorse ad esse attribuite in misura non superiore al 50% anche in deroga ai criteri di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali 1 agosto 2014, n. 83473, ovvero in eccedenza a tale quota disponendo l'integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali o delle risorse assegnate alla regione o alla provincia autonoma nell'ambito di piani o programmi coerenti con la specifica destinazione, ai sensi dell'articolo 1, comma 253, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (16), destinandole preferibilmente alle aree di crisi industriale complessa di cui all'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazione dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. In alternativa, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano hanno facoltà di destinare le risorse di cui al 1° periodo ad azioni di politica attiva del lavoro. Il presente comma è efficace anche con riferimento ai provvedimenti di assegnazione delle risorse alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano già emanati per gli anni 2014, 2015 e 2016, con esclusione delle risorse già oggetto di decretazione da parte delle regioni e delle province autonome.";

2) al comma 11, 2° periodo, le parole "5 milioni di euro" sono sostituite dalle seguenti: "8 milioni di euro";

3) dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11-bis. In deroga all'articolo 4, comma 1, e all'articolo 22, commi 1, 2 e 3, entro il limite massimo di spesa di 216 milioni di euro per l'anno 2016, previo accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la presenza del Ministero dello Sviluppo Economico e della regione, può essere concesso un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 12 mesi, alle imprese operanti in un'area di crisi industriale complessa riconosciuta alla data di entrata in vigore della presente disposizione ai sensi dell'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Al fine di essere ammessa all'ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria l'impresa presenta un piano di recupero occupazionale che prevede appositi percorsi di politiche attive del lavoro concordati con la regione e finalizzati alla rioccupazione dei lavoratori, dichiarando contestualmente di non poter ricorrere al trattamento di integrazione salariale straordinaria nè secondo le disposizioni del presente decreto nè secondo le disposizioni attuative dello stesso. All'onere derivante dal 1° periodo, pari a 216 milioni di euro per l'anno 2016, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, come incrementata dall'articolo 43, comma 5, e dall'articolo 1, comma 387, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

Entro 15 giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione, le regioni richiedono al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l'assegnazione delle risorse necessarie in relazione alle proprie esigenze. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, le risorse sono proporzionalmente ripartite tra le regioni in base alle richieste, entro il limite massimo complessivo di spesa di euro 216 milioni di euro per l'anno 2016. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e trasmette relazioni semestrali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'Economia e delle Finanze";

g) all'articolo 45, comma 1, dopo le parole "articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92," sono inserite le seguenti: "nonchè, ai fini dello svolgimento delle funzioni di cui all'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, l'ISFOL";

h) all'articolo 46, comma 1, la lettera f) è sostituita dalla seguente: "f) gli articoli da 1 a 7, da 9 a 11, 12, comma 1, numeri 1) e 2), e da 13 a 17 della legge 20 maggio 1975, n. 164;".

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(13) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2015, pag. 2655; I.L.P. 2015, pag. 1263.

(14) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2015, pagg. 829, 830; I.L.P. 2015, pagg. 381, 382.

(15) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2016, pag. 193; I.L.P. 2016, pag. 65.

(16) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2013, pag. 212; I.L.P. 2013, pag. 68.

Capo III

Art. 3.

Modificazioni al decreto legislativo n. 149 del 2015

1. Al decreto legislativo n. 149 del 2015 (17) sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 1, il comma 4 è sostituito dal seguente:

"4. L'Ispettorato ha una sede centrale in Roma e un massimo di 80 Sedi territoriali. In fase di avvio, la Sede centrale dell'Ispettorato è ubicata presso un immobile demaniale o un immobile già in uso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali o un immobile dell'INPS, dell'INAIL o di altri Istituti previdenziali.";

b) all'articolo 2, comma 2, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) alla lettera a), dopo le parole "sulla base di direttive emanate dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali," sono inserite le seguenti: "contenenti anche specifiche linee di indirizzo per la vigilanza sul corretto utilizzo delle prestazioni di lavoro accessorio,";

2) alla lettera e), dopo le parole "al contrasto del lavoro sommerso e irregolare" sono inserite le seguenti ", anche attraverso l'uso non corretto dei tirocini,".

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(17) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2015, pag. 2670; I.L.P. 2015, pag. 1278.

Art. 4.

Disposizioni integrative e correttive

del decreto legislativo n. 150 del 2015

1. Al decreto legislativo n. 150 del 2015 (18), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 1, comma 2, la lettera e) è sostituita dalla seguente: "e) le Agenzie per il lavoro di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, i soggetti autorizzati allo svolgimento delle attività di intermediazione ai sensi dell'articolo 6 del medesimo decreto legislativo e i soggetti accreditati ai servizi per il lavoro ai sensi dell'articolo 12;";

b) all'articolo 3, comma 3, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) definizione del concetto di offerta di lavoro congrua ai fini di cui all'articolo 25;".

c) all'articolo 4, comma 9, il 4° periodo è sostituito dal seguente: "Al personale dell'ISFOL trasferito all'ANPAL continua ad applicarsi il contratto collettivo nazionale applicato dall'ente di provenienza.";

d) all'articolo 5, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

"4-bis. L'ANPAL effettua la verifica dei residui passivi a valere sul Fondo di rotazione di cui all'articolo 9, comma 5, del decreto-legge n. 148 del 1993, relativi a impegni assunti prima della data di entrata in vigore della presente disposizione. Con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sono individuate le risorse da disimpegnare a seguito della verifica di cui al 1° periodo. Il 50% delle risorse disimpegnate confluisce in una gestione a stralcio separata istituita nell'ambito dello stesso Fondo di rotazione per essere destinate al finanziamento di iniziative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il quale dispone delle risorse confluite nella gestione a stralcio separata delegando l'ANPAL ad effettuare i relativi pagamenti.";

e) all'articolo 9, comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) alla lettera a), le parole "dei servizi per il lavoro" sono sostituite dalle seguenti: "dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro di cui all'articolo 18";

2) dopo la lettera q), è aggiunta la seguente:

"q-bis) svolgimento delle attività già in capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in materia di promozione e coordinamento dei programmi formativi destinati alle persone disoccupate, ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell'autoimpiego e dell'immediato inserimento lavorativo, nel rispetto delle competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.";

f) all'articolo 10, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

"3-bis. Con effetto dall'1 dicembre 2016, l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, costituito con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1973, n. 478, assume la denominazione di Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche (INAPP) e conseguentemente ogni richiamo all'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori e all'ISFOL contenuto in disposizioni normative vigenti deve intendersi riferito, rispettivamente, all'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche e all'INAPP.";

g) all'articolo 13 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 1, dopo le parole "il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali," sono inserite le seguenti: "il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,";

2) dopo il comma 2, è inserito il seguente:

"2-bis. Al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro affluiscono i dati relativi alle schede anagrafico-professionali già nella disponibilità delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e affluiscono, inoltre, sulla base di specifiche convenzioni, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, i dati contenuti nella banca dati reddituale, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi con modello 730 o modello unico PF presentate dalle persone fisiche e alle dichiarazioni con modello 770 semplificato e alle certificazioni uniche presentate dai sostituti d'imposta, gli esiti delle consultazioni delle banche dati catastali e di pubblicità immobiliare e i dati contenuti nelle banche dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, contenenti l'Anagrafe nazionale degli studenti e il Sistema nazionale delle Anagrafi degli studenti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 nonchè l'Anagrafe nazionale degli studenti universitari e dei laureati delle Università di cui all'articolo 1-bis del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 2003, n. 170.";

h) all'articolo 14, comma 4, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) dopo la lettera d) è inserita la seguente:

"d-bis) il Presidente dell'Istat o un suo delegato;";

2) la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e) il Presidente dell'ISFOL o un suo delegato;";

i) all'articolo 19, il comma 1, è sostituito dal seguente:

"1. Sono considerati disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all'articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l'impiego";

l) all'articolo 21, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 1, le parole "delle politiche attive" sono sostituite dalle seguenti: "delle politiche del lavoro";

2) al comma 7, sono apportate le seguenti modificazioni:

1.1) alla lettera c) sono aggiunte in fine le seguenti parole: "e all'articolo 26";

1.2) la lettera d), è sostituita dalla seguente:

"d) in caso di mancata accettazione, in assenza di giustificato motivo, di un'offerta di lavoro congrua ai sensi dell'articolo 25, la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione.";

m) all'articolo 23, comma 5, la lettera d), è sostituita dalla seguente:

"d) l'assunzione dell'onere del soggetto di cui al comma 1 di accettare un'offerta di lavoro congrua ai sensi dell'articolo 25;";

n) all'articolo 32, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) nella Rubrica, le parole "e di alta formazione e ricerca" sono soppresse;

2) al comma 3, il 1° periodo è sostituito dal seguente: "Ai sensi degli articoli 41, comma 3, e 43, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, a titolo sperimentale per gli anni 2015 e 2016, le risorse di cui all'articolo 68, comma 4, lettera a), della legge n. 144 del 1999, sono incrementate di 27 milioni di euro per l'anno 2015 e di 27 milioni di euro per l'anno 2016 da destinare al finanziamento dei percorsi formativi rivolti all'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e dei percorsi formativi rivolti all'alternanza scuola lavoro ai sensi dell'articolo 1, comma 7, lettera d), della legge n. 183 del 2014 e del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77.".

2. L'importo di cui all'articolo 33, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 è incrementato di 30 milioni di euro per l'anno 2016. Alla copertura dell'onere derivante dal presente comma si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, come incrementata dall'articolo 43, comma 5, del decreto legislativo n. 148 del 2015 e dall'articolo 1, comma 387, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

3. All'articolo 118, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, il 2° periodo è sostituto dal seguente: "La vigilanza sulla gestione dei fondi è esercitata dall'ANPAL, istituita dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, che ne riferisce gli esiti al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali anche ai fini della revoca dell'autorizzazione e del commissariamento dei fondi nel caso in cui vengano meno le condizioni per il rilascio dell'autorizzazione.".

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(18) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2015, pag. 2708.

Capo IV

Art. 5.

Disposizioni integrative e correttive

del decreto legislativo n. 151 del 2015

1. Alla legge 12 marzo 1999, n. 68, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 4, comma 3-bis, le parole "riduzione della capacità lavorativa superiore al 60%" sono sostituite dalle seguenti: "riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60%";

b) all'articolo 15 sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 4, le parole da "di una somma pari a Lit. 100.000" sono sostituite dalle seguenti: "di una somma pari a 5 volte la misura del contributo esonerativo di cui all'articolo 5, comma 3-bis.";

2) dopo il comma 4, è inserito il seguente:

"4-bis. Per la violazione di cui al comma 4, trova applicazione la procedura di diffida di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, e successive modificazioni. La diffida prevede, in relazione alla quota d'obbligo non coperta, la presentazione agli Uffici competenti della richiesta di assunzione o la stipulazione del contratto di lavoro con la persona con disabilità avviata dagli Uffici.";

3) il comma 5 è sostituito dal seguente:

"5. Gli importi delle sanzioni amministrative di cui al comma 1 sono adeguati ogni 5 anni con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.".

2. All'articolo 4, comma 1, della legge 20 maggio 1970, n. 300 il 3° periodo è sostituito dai seguenti: "In mancanza di accordo, gli impianti e gli strumenti di cui al 1° periodo possono essere installati previa autorizzazione delle sede territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Sedi territoriali, della sede centrale dell'Ispettorato nazionale del lavoro. I provvedimenti di cui al 3° periodo sono definitivi.".

3. All'articolo 26 del decreto legislativo n. 151 del 2015 (19), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

"8-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.";

b) al comma 4, dopo le parole "delle organizzazioni sindacali" sono inserite le seguenti: ", dei consulenti del lavoro, delle Sedi territoriali dell'Ispettorato nazionale del lavoro".

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(19) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2015, pag. 2675; I.L.P. 2015, pag. 1283.

Capo V

Art. 6.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Vercelli, addì 24 settembre 2016

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