MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

 

AVVISO 5 marzo 2004 (n. 1/2004).

(Gazzetta Ufficiale n. 70, Suppl. ord., del 24 marzo 2004)

 

Interventi per la formazione degli italiani residenti in Paesi non appartenenti all'Unione europea. Selezione di progetti da ammettere a finanziamento (Avviso n. 1/2004).

1. Premessa

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali promuove interventi finalizzati alla formazione professionale degli italiani residenti in Paesi non appartenenti all'Unione europea, ovvero i Paesi non compresi tra i 25 che dall'1 maggio 2004 faranno parte dell'UE (Trattato di adesione - GUCE n. L. 236 del 23 settembre 2003).

Alla corretta ed efficace realizzazione collabora, in base al Protocollo d'intesa interministeriale del 24 luglio 2000, il Ministero degli Affari Esteri che, in particolare, contribuisce a fornire le informazioni sul mercato del lavoro dei territori interessati utili ad una valutazione di opportunità e svolge attività di vigilanza e verifica per il tramite degli Uffici consolari competenti per territorio o, in mancanza, per il tramite delle Ambasciate dello Stato di riferimento.

Il presente avviso, delinea gli obiettivi delle azioni ammissibili e definisce criteri e procedure, per accedere ai relativi contributi.

2. Finalità generali

Con il presente avviso, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Ufficio centrale OFPL - si propone di promuovere e finanziare interventi rivolti a italiani residenti nei Paesi non appartenenti all'Unione europea.

La finalità generale è quella di favorire l'occupabilità degli italiani all'estero e migliorare la presenza delle collettività italiane all'estero e la loro relazione con i sistemi produttivi locali, esteri e italiani, accrescendo le dinamiche di sviluppo locale e le interdipendenze produttive locali e transnazionali.

L'intervento del Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali si articola in due misure:

MISURA A

- Misura rivolta alla promozione dello sviluppo locale ed al rafforzamento delle collettività italiane all'estero.

MISURA B

- Misura rivolta alla formazione individuale.

Le risorse destinate alla realizzazione degli interventi ammontano complessivamente ad € 26.000.000, da ripartirsi secondo quanto indicato nei successivi paragrafi.

3. Destinatari

I destinatari degli interventi sono cittadini italiani residenti all'estero per i quali si dovrà comprovare:

1) il possesso della cittadinanza nei modi di legge, esibendo il certificato di cittadinanza e/o il passaporto rilasciato dall'Autorità consolare; tale requisito si riterrà comunque assolto mediante presentazione di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, resa ai sensi dell'art. 47, decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, nella quale sia attestato il possesso dei requisiti per ottenere la cittadinanza italiana, nonchè di aver presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Circoscrizione consolare competente entro il 31 dicembre 2003;

2) l'effettiva residenza nel Paese in cui si svolge l'intervento.

L'approccio di genere dovrà essere applicato in tutte le fasi del progetto, a partire dalla rilevazione dei bisogni.

4. Proponenti e partenariato

Le proposte devono essere presentate da operatore pubblico o privato appartenente ad una delle categorie specificate nei successivi paragrafi con riferimento alle singole azioni.

Tale proponente deve rappresentare una proposta di partenariato trasnazionale per il quale occorrerà fornire la relativa lettera di intenti, da allegare alla presentazione della proposta progettuale, pena l'inammissibilità della proposta stessa.

Il partenariato dovrà avere una natura "multiattore". Nella descrizione del partenariato sarà necessario fornire una presentazione generale sulle caratteristiche degli attori coinvolti, sulla struttura generale, sulle modalità operative e sull'esperienza maturata. Inoltre, dovrà essere specificato il ruolo dei vari partner e le modalità del loro coordinamento, per ottenere il valore aggiunto atteso.

Particolare attenzione sarà riservata ai progetti che si fondano su partenariati volti a rafforzare la cooperazione tra organismi di formazione e ricerca (università e istituti di formazione professionali compresi), imprese (incluse organizzazioni professionali e Camere di commercio), Enti locali e parti sociali.

E' data facoltà ai soggetti, rispondenti ai requisiti precedentemente indicati, di partecipare alla presente procedura in forma riunita, ovvero come costituendi Raggruppamenti temporanei di imprese (RTI) o di scopo (RTS). In tale ipotesi, la domanda di ammissione a finanziamento (redatta secondo lo schema sub allegato 1, unito al presente avviso, e sottoscritta da tutti i componenti del raggruppamento medesimo) dovrà contenere, oltre all'indicazione esplicita del soggetto capogruppo, l'impegno a costituirsi formalmente in tale forma entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione a finanziamento.

La disciplina valevole per tali raggruppamenti sarà, in quanto applicabile, quella posta all'articolo 11 del D.L.vo numero 157/1995 (61).

I soggetti proponenti dovranno documentare di:

- disporre di strutture, mezzi e capacità (organizzativa e tecnica in genere) adeguati alla realizzazione del progetto;

- avere attivato validi e specifici collegamenti, opportunamente documentati, con istituzioni ed organizzazioni del Paese in cui si intende attuare l'intervento formativo.

In particolare, per le azioni comprese nella Misura A (di seguito paragrafo 6), i proponenti devono esplicitamente indicare all'interno del formulario - redatto secondo lo schema sub allegato 2 unito al presente avviso - l'ubicazione della propria sede operativa nella Circoscrizione consolare (o in ciascuna delle Sedi consolari, nel caso di progetti interessanti più d'una di queste) in cui si intendono realizzare le azioni formative (oppure, in assenza di Sede consolare, nel Paese di riferimento).

Per le azioni invece comprese nella Misura B (di seguito paragrafo 6), resta comunque necessaria la dimostrazione di avere disponibilità delle strutture operative, anche locali, e di avere approntato i collegamenti istituzionali ed operativi tutti necessari all'utile e regolare svolgimento degli interventi progettati.

Mancando tale sede operativa, dovrà essere indicata la Struttura o l'organizzazione locale fornitrice del necessario supporto logistico, producendo l'accordo posto in essere con quest'ultima.

L'omissione di tali indicazioni comporta l'esclusione del progetto dalla fase di valutazione.

Ogni soggetto proponente (singolarmente o in raggruppamento) potrà presentare:

- non più di un progetto per ciascuna Circoscrizione consolare;

- in caso di assenza di Struttura consolare, non più di due progetti per ciascun Paese estero;

- in ogni caso, non più di cinque progetti complessivamente.

Si sottolinea che, per il computo dei progetti presentati da ciascun concorrente, la presentazione di un progetto attraverso un raggruppamento temporaneo, equivale a tutti gli effetti alla presentazione di un progetto da parte di soggetto singolo, a nulla rilevando il ruolo di capofila o non capofila rivestito dal singolo soggetto nell'ambito del raggruppamento stesso.

Qualora risulti che un medesimo soggetto (singolarmente o in raggruppamento) abbia presentato un numero di progetti eccedente i limiti sopra posti, verrà assegnata preferenza (se presenti) ai progetti presentati nell'ambito di raggruppamenti.

Qualora tale criterio non risulti sufficiente ad individuare un numero di progetti compatibile con i limiti massimi sopra posti, l'Amministrazione inviterà il soggetto interessato ad indicare entro termine perentorio e sotto pena di decadenza da tutti i benefici richiesti, quali progetti intenda confermare e quali invece intenda ritirare.

Resta inteso che la rinunzia ad un progetto presentato attraverso un raggruppamento temporaneo comporterà l'estromissione del progetto stesso dalla procedura.

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(61) Ved. Boll. Lav. e Trib. 1995, pag. 1630.

5. Piano finanziario, costi ammissibili e delega di attività

Il piano finanziario deve essere predisposto sulla base del modello previsto nel formulario di presentazione.

Il finanziamento verrà concesso secondo le modalità del rimborso a costo reale dei costi sostenuti.

Saranno a questo effetto ritenuti ammissibili i costi sostenuti secondo quanto previsto dalla circolare n. 41/2003 del 5 dicembre 2003 (Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 301 del 30 dicembre 2003) e dal Vademecum per la gestione e il controllo amministrativo-contabile delle azioni cofinanziate dal Fondo sociale europeo - 2ª edizione maggio 2002, consultabile on-line all'indirizzo web: www.welfare.gov.it/Europalavoro (prodotti editoriali).

La possibilità di delegare, in corso di realizzazione, a terzi soggetti (non co-proponenti o partner) parte delle attività di progetto, è esplicitamente esclusa, fatta salva la sola ipotesi in cui, già nel progetto originario, siano esattamente esplicitati i seguenti elementi:

- oggetto e contenuto specifico delle attività delegate;

- soggetto beneficiario della delega (con adeguata illustrazione delle caratteristiche giuridiche e tecniche del medesimo, compatibili con l'oggetto dell'incarico);

- costo delle attività delegate, che in ogni caso non potrà superare il 15% del valore complessivo del progetto.

6. Descrizione delle misure e delle azioni

MISURA A: Misura rivolta alla promozione dello sviluppo locale e al rafforzamento delle collettività italiane all'estero

Informazioni generali

La misura comprende le azioni riferite allo sviluppo locale e allo sviluppo delle collettività italiane. Per lo sviluppo locale si propone di considerare le determinanti salienti dello sviluppo locale:

- l'interdipendenza fra apparato produttivo e società locale;

- il partenariato tra gli attori territoriali;

- le connessioni locali ed i reticoli sociali, economici, scientifici, educativi e amministrativo-istituzionali.

Per lo sviluppo delle collettività si considerano gli elementi costitutivi delle collettività italiane all'estero, quali:

- le modalità associative;

- il senso di appartenenza;

- le modalità di soddisfazione dei bisogni;

- gli elementi evolutivi che qualificano le attività progettuali delle collettività e la loro programmazione futura.

I concetti portanti questa misura possono essere ricapitolati nel termine di Learning community e in quello di struttura intermedia.

La Learning community richiama i processi di apprendimento che si sviluppano nelle collettività degli italiani all'estero, derivanti sia dalle attività associative interne, sia dalle dinamiche di sviluppo endogeno e dall'attività mirata a costruire il proprio progetto di sostenibilità (in quanto collettività) nel territorio di insediamento.

La struttura intermedia del Paese interessato, è l'organizzazione già esistente o che può essere progettata e realizzata a sua volta (che corrisponde ad una struttura organizzata posizionata tra la sfera pubblica e la popolazione italiana che vive all'estero). Essa richiama il fine organizzativo e gli intenti operativi finalizzati a tradurre la conoscenza e gli apprendimenti delle collettività italiane in piani d'azione locali e transnazionali con i sistemi produttivi italiani.

I progetti o programmi devono essere caratterizzati dai seguenti princìpi orientativi:

a) approccio di sistema;

b) partenariato tra attori locali e attori dei sistemi produttivi italiani;

c) approccio dal basso;

d) trasnazionalità.

L'approccio di sistema si traduce in una metodologia progettuale che comprende più "parti" tra loro in relazione ed interdipendenti. Ciò permette di "allargare" le collettività italiane all'estero fino a comprendere i sistemi produttivi locali, i sistemi educativi, i sistemi istituzionali locali. L'approccio di sistema consente ai progetti in questione:

- connessioni tra attori - le parti sociali per esempio -;

- connessioni tra attività - ad esempio, tra una attività formativa e un'attività produttiva, oppure tra un evento fieristico e un evento culturale -.

Il partenariato accentua l'interesse a presentare proposte progettuali "plurali" e che comportino una moltiplicazione di competenze: una sorta di "paniere" dove ognuno contribuisce con la diversità delle proprie esperienze, conoscenze e strategie al fine di generare il valore aggiunto atteso.

L'approccio dal basso implica che le decisioni preventive (disegno progettuale), quelle concomitanti alla realizzazione della misura (management) e quelle successive (valutazione delle azioni) siano ripartite tra ogni partner coinvolto e che i beneficiari delle attività siano chiamati nel processo decisionale (Ownership).

La trasnazionalità denota il collegamento tra le collettività italiane all'estero e i sistemi produttivi ed istituzionali delle regioni italiane. Ad esempio, le collettività italiane all'estero si contraddistinguono spesso per la loro radice regionale, diventa quindi molto utile la connessione tra i due sistemi sociali (quello all'estero e quello regionale) per accrescere gli scambi, i progetti comuni e la cooperazione nei temi della formazione e dell'occupazione lungo i riflessi indotti dai processi di internazionalizzazione.

Mentre all'estero dovranno essere delimitati i "sistemi locali", per l'Italia, potrà essere considerata anche la dimensione sovraregionale (per esempio Unioncamere, ANCI, UPI, Università).

AZIONI FINANZIABILI

Le proposte di finanziamento dovranno essere presentate all'interno di due Azioni:

A1 - Azione per lo sviluppo locale;

A2 - Azione per lo sviluppo delle collettività italiane.

A1 - Azioni per lo sviluppo locale

1) Finalità generale e risorse destinate

Con questa azione il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si propone di sviluppare e/o rafforzare le competenze degli italiani all'estero per avviare o potenziare i processi di sviluppo locale e le interdipendenze tra i sistemi produttivi esteri e quelli italiani.

Le risorse destinate al finanziamento di progetti a valere sulla presente Azione ammontano complessivamente ad Euro 15 milioni, salva la possibilità di recupero di somme ulteriori a carico del budget destinato al finanziamento dell'Azione A2, secondo le previsioni di cui al successivo paragrafo 11.

2) Descrizione dell'Azione

Per accedere a questa Azione è necessario che i proponenti diano adeguatamente conto della ricorrenza, nei sistemi locali esteri corrispondenti alla localizzazione delle rispettive collettività italiane, dei caratteri strutturali e delle condizioni socio-economiche di seguito descritte.

A - Caratteri strutturali:

- specializzazione produttiva a livello locale individuabile sia sulla base della preponderanza di un comparto produttivo o di un settore (specializzazione debole), sia di un sistema di produzione che collega diversi comparti e settori attorno ad uno stesso prodotto tipico e fondamentale per l'economia locale (specializzazione forte);

- rilevanza della produzione dell'area, tale da coprire una certa quota della produzione regionale o nazionale del Paese extra UE interessato;

- resistenza di una molteplicità di imprese, di piccola o media dimensione, e mancanza di un'impresa leader e dominante sul sistema produttivo locale. Le due circostanze devono essere coesistenti per evitare situazioni di monopsonio (Forma di mercato in cui si ha un solo compratore di fronte a una moltitudine di venditori) sul mercato della subfornitura e l'eccessivo potere contrattuale delle imprese "terminali" del ciclo di produzione;

- un'accentuata divisione del lavoro tra imprese del sistema locale che origini reticoli di interdipendenze di tipo infra e intersettoriale;

- esistenza di un sistema informativo a livello di area che garantisca un'ampia e rapida circolazione delle informazioni relative ai mercati di sbocco, alle tecnologie alternative utilizzabili, alle materie prime, alle nuove tecniche finanziarie;

- esistenza di un patrimonio professionale fatto di competenze produttive di mestiere, di reparto, di comparto, di settore e di area che rappresenta il risultato di una sedimentazione storica di conoscenze relative al ciclo produttivo e alle tecniche utilizzate.

B - Condizioni socio-economiche:

- compagine sociale a livello territoriale sufficientemente omogenea (comportamenti culturali e aspettative), con una mobilità sociale elevata (da operaio a imprenditore) e un sistema culturale che favorisca la mobilità sociale;

- esistenza di un consenso sociale sulla struttura sociale che "premia e promuove" e sulla flessibilità del mercato del lavoro (diffusione part-time, lavori a tempo determinato, ecc.);

- identità socio-culturale nella collettività che determini la "fiducia" tra gli attori territoriali nell'uso delle risorse e nelle prospettive di sviluppo territoriali;

- esistenza di un ruolo "regolativo" dell'amministrazione pubblica e di servizi pubblici (asili, assistenza sanitaria, trasporti pubblici, sistema scolastico efficiente, accessibilità alle abitazioni in termini di canoni o prezzi delle case);

- esistenza di un ricambio tra le imprese (alti tassi di natalità e mortalità delle imprese e la presenza di una nuova imprenditoria);

- esistenza di un reticolo di servizi reali e finanziari alle imprese.

Qualora non siano verificati i caratteri e le condizioni dei sistemi produttivi locali dei territori esteri considerati (Assumptions), i proponenti possono coinvolgere sistemi produttivi di aree italiane (distretti) note per l'esistenza dei prerequisiti progettuali sopra elencati con una funzione "ausiliativa" (best practises) per sostenere i processi di sviluppo locale da avviare o irrobustire nei territori esteri.

I collegamenti con i sistemi locali e le competenze produttive settoriali e le filiere intra e intersettoriali (per esempio agroalimentare o meccanico) sono importanti per irrobustire la dimensione di rete, che è tipica dello sviluppo locale.

In questo senso, le competenze dei sistemi produttivi locali italiani diventano le competenze da utilizzare per avviare o irrobustire le competenze dei sistemi produttivi locali dei Paesi extra UE.

C - Considerando la fonte legislativa di riferimento, che richiede una natura formativa dell'intervento da finanziare, la proposta dovrà essere formulata in termini di un Progetto formativo locale coerente con i caratteri dell'area e congruente con le prospettive di sviluppo locale del territorio estero considerato.

La popolazione destinataria è quella degli italiani all'estero, che diventa la "risorsa" per avviare processi di animazione economica locali (per soddisfare l'altra condizione posta dalla legge di riferimento).

Nel Progetto formativo locale dovranno essere descritti:

1) il contesto economico e sociale di riferimento (precondizioni);

2) la descrizione dell'analisi del mercato del lavoro locale con attenzione specifica all'osservazione della domanda e offerta di formazione professionale;

3) l'analisi delle competenze necessarie al territorio per accrescere le sue prospettive di sviluppo;

4) l'articolazione dei servizi formativi che si intendono offrire ai cittadini italiani, necessari per ottenere le competenze diagnosticate e le modalità per la loro erogazione, precisando popolazione di riferimento, expertise e curricula dei percorsi formativi. I servizi formativi dovranno essere concepiti in modo da integrare più fasce di età e status dei beneficiari nel mercato del lavoro (in cerca di occupazione, occupati e imprenditori) con modalità di erogazione dei servizi (gruppali, individuali, seminariali, informative di assistenza tecnica) coerenti con la popolazione destinataria;

5) le azioni di sostegno utili a conferire sostenibilità al progetto formativo locale, con riguardo alle imprese e alle istituzioni locali, comprese le imprese italiane, al termine dell'intervento;

6) le attività di raccordo e di partenariato tra i sistemi produttivi e sociali dei territori locali esteri considerati e le imprese, associazioni imprenditoriali e regioni italiane;

7) il piano finanziario;

8) la valutazione del progetto nel suo complesso e l'autovalutazione del partenariato con l'esplicitazione dei punti di forza e di debolezza dell'intervento finanziato;

9) il piano valutativo indispensabile per accertare il conseguimento degli intenti del Progetto formativo locale e la sua economicità.

3) Tipologia di attività ammissibili

Nell'ambito del Progetto formativo locale, le attività ammissibili al finanziamento sono le seguenti:

- sensibilizzazione degli attori locali;

- analisi dei fabbisogni;

- attività orientativa e formativa (nelle sue articolazioni ideative, organizzative ed esecutive, gestionali e valutative);

- assistenza tecnica e accompagnamento;

- azioni di retizzazione con i sistemi locali e con quelli delle regioni o sovraregionali italiani.

4) Tipologie di proponenti ammessi

I proponenti, con sede legale e domicilio (almeno per il pertinente ramo di attività) in Italia, dovranno rientrare in una delle seguenti tipologie:

a) Organismi certificati di formazione;

b) Università pubbliche o private;

c) Centri riconosciuti di ricerca e/o di assistenza tecnica;

d) Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura (e loro associazioni) ivi comprese le Camere di commercio italiane all'estero;

e) Agenzie regionali di sviluppo e/o di internazionalizzazione, comunque denominate;

f) Amministrazioni regionali, provinciali, comunali, altri Enti locali (e loro associazioni);

g) altri Enti pubblici abilitati per statuto alla realizzazione delle attività di progetto;

h) imprese singole, consorzi o GEIE;

i) Associazioni sindacali, datoriali o enti bilaterali;

j) ONLUS abilitate per statuto alla realizzazione delle attività di progetto, anche operanti nel settore dell'emigrazione;

k) raggruppamenti temporanei fra due o più dei soggetti suindicati.

A2 - Azioni per lo sviluppo delle collettività italiane

1) Finalità generale e risorse destinate

La finalità di questa misura è quella di migliorare le competenze delle collettività degli italiani all'estero, per supportare le dinamiche di sviluppo locale, le reti e le relazioni tra sistemi produttivi italiani ed esteri.

Le risorse destinate per il finanziamento di progetti a valere sulla presente azione ammontano complessivamente ad Euro 3 milioni, salva la possibilità di recupero di somme ulteriori a carico del budget destinato al finanziamento della Azione A1, secondo le previsioni di cui al successivo paragrafo 11.

2) Descrizione dell'Azione

In quest'azione viene posto l'accento sulla relazione tra sviluppo locale e collettività degli italiani all'estero, con particolare attenzione al collegamento tra le collettività ed i sistemi produttivi locali esteri e italiani. La conoscenza del sistema produttivo locale, e le relazioni tra collettività, imprese e sistemi associativi, diventano centrali per accedere a questa linea di finanziamento.

Le collettività di italiani all'estero hanno avuto una formazione storica eterogenea, che potrebbe essere espressa lungo un continuum caratterizzato da due estremi. Da un lato, le comunità storicamente definite, organizzate, con stabili legami istituzionali con i vertici dello Stato, dotate di risorse e mezzi (giornali, Tv, radio, centro di ricerche, scuole), attive culturalmente, che includono anche attività sportive, e, dall'altro, le situazioni comunitarie caratterizzate da legami informali e sporadici.

All'estero, accanto a queste collettività, definite o allo stato nascente, vi sono altri cittadini italiani con domicilio temporaneo, dovuto a trasferimenti professionali riferiti all'organizzazione ministeriale e delle istituzioni economiche; agli Uffici consolari e alle Rappresentanze diplomatiche; agli uffici ICE; a quelli delle Camere di commercio degli italiani all'estero; agli istituti di cultura italiani che hanno le sedi all'estero; alle agenzie dell'ENIT per la promozione turistica o ai Comites. Accanto a questi uffici pubblici e privati, possono essere aggiunti quelli localizzati all'estero come diramazioni di uffici delle regioni, province o altri Enti locali.

I gruppi degli italiani all'estero sono un universo molto articolato che potrebbe essere rafforzato dalle relazioni con i territori locali e dalle stesse comunità già esistenti.

Poichè il termine "comunità" è uno dei più controversi delle scienze sociali è stato scelto di usare il termine "collettività" per lasciare aperte più prospettive progettuali, all'interno del comune obiettivo di rafforzare la presenza organizzata degli italiani all'estero.

In questo senso, appare utile insistere sul significato di Struttura intermedia, al fine di convogliare le collettività di italiani all'estero lungo questa prospettiva di presenza sui territori esteri, quale nodo di un sistema sociale, associativo o istituzionale molto più complesso.

Posto che le collettività degli italiani all'estero (quale sia la loro forma organizzativa) si posizionano nei sistemi locali esteri come "strutture intermedie", è necessario sottolineare alcune condizioni che facilitano il loro sviluppo. Gli elementi costitutivi di una comunità, accanto alla lingua o all'appartenenza professionale, sono il senso di appartenenza (membership) e la soddisfazione dei bisogni individuali.

Condizioni preliminari di cui il proponente dovrà dare adeguato conto per accedere a questa linea di finanziamento sono le seguenti (Assumptions):

- esistenza di valori o princìpi che riuniscono le persone a cooperare per il loro raggiungimento;

- esistenza di mezzi organizzativi per le azioni conseguenti (strutture, persone, risorse);

- conoscenza dei sistemi produttivi e associativi dei territori esteri di riferimento;

- competenze organizzative tali da fronteggiare la relazione mezzi-fini indotta dal finanziamento.

Anche se le comunità di italiani all'estero, ben organizzate e già presenti sul territorio, appaiono la popolazione destinataria preferibile, possono essere accolte anche proposte da parte di collettività in fase nascente purchè dimostrino una strategia adeguata di rafforzamento.

La proposta di questa misura dovrà essere formulata in un Piano di rafforzamento delle competenze (capacity building) delle collettività (PRC) che dovrà contenere:

1) descrizione storica dei flussi migratori degli italiani nell'area, con le motivazioni delle migrazioni, le modalità di insediamento e le caratteristiche salienti del mercato del lavoro di insediamento;

2) descrizione delle modalità organizzative delle collettività degli italiani all'estero;

3) descrizione dei collegamenti con i territori e i sistemi sociali, economici, culturali di origine;

4) analisi del bisogno di finanziamento e rafforzamento della collettività organizzata per poter sostenere, adeguatamente, i cittadini italiani residenti nell'area di riferimento;

5) descrizione dei sistemi produttivi delle aree interessate;

6) progetto di sviluppo della collettività, definendo la strategia di breve termine e quella a medio termine;

7) descrizione dei servizi a favore della popolazione destinataria;

8) definizione delle competenze necessarie al funzionamento della collettività organizzate e delle modalità per la loro formazione;

9) descrizione della complementarietà dei servizi erogati dalla collettività organizzata con le prospettive di sviluppo locale dell'area estera;

10) illustrazione del piano finanziario;

11) descrizione dei collegamenti stabili o saltuari con i sistemi regionali italiani;

12) piano valutativo.

3) Tipologie di attività ammissibili

Nell'ambito del Piano di rafforzamento delle competenze delle collettività locali, le attività ammissibili al finanziamento sono le seguenti:

- studi e ricerche;

- analisi organizzative;

- attività formativa (nelle sue articolazioni ideative, organizzative ed esecutive, gestionali e valutative);

- azioni di retizzazione con i sistemi locali e con quelli delle regioni o sovraregionali italiani.

4) Tipologie di proponenti

I proponenti, con sede legale e domicilio (almeno per il pertinente ramo di attività) in Italia, dovranno rientrare in una delle seguenti tipologie:

a) Organismi certificati di formazione;

b) Università pubbliche o private;

c) Centri riconosciuti di ricerca e/o di assistenza tecnica;

d) Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura (e loro associazioni) ivi comprese le Camere di commercio italiane all'estero;

e) Agenzie regionali di sviluppo e/o di internazionalizzazione, comunque denominate;

f) Amministrazioni regionali, provinciali, comunali, altri Enti locali (e loro associazioni);

g) altri Enti pubblici abilitati per statuto alla realizzazione delle attività di progetto;

h) imprese singole o consorzi o GEIE;

i) Associazioni sindacali o datoriali o enti bilaterali;

l) ONLUS abilitate per statuto alla realizzazione delle attività di progetto, anche operanti nel settore dell'emigrazione;

j) raggruppamenti temporanei fra due o più dei soggetti di cui alle tipologie suindicate.

MISURA B: Misura rivolta alla formazione individuale

1) Informazioni generali

Accanto alle misure stabilite dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, rivolte agli studiosi ed esperti italiani impegnati all'estero in attività di ricerca, si presenta la necessità di finanziare la formazione degli italiani all'estero e migliorare le opportunità di carriera in Italia e all'estero.

La Misura intende promuovere la professionalizzazione delle competenze a livello di alta formazione, o specializzazione, per cittadini italiani residenti all'estero in possesso di un titolo di studio di istruzione superiore di terzo livello (livello ISCED 5 e 6).

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali intende promuovere la professionalità dei cittadini italiani residenti all'estero attraverso azioni formative individuali per favorire un maggior raccordo con il mercato del lavoro locale estero e italiano e per irrobustire gli interventi rivolti a "sistemi" di cui alla Misura A.

La formazione ha natura di perfezionamento e aggiornamento finalizzati allo sviluppo di competenze e capacità di livello superiore (corsi di perfezionamento) e al perfezionamento scientifico e all'alta formazione culturale (corsi per master universitari di I livello) e dovrà essere certificata attraverso attestati di frequenza (previa verifica finale delle competenze acquisite) e diploma di master universitario (giudizio di idoneità).

2) Finalità dell'azione e risorse destinate

Accrescere le competenze e specializzazioni dei cittadini italiani all'estero per la loro occupabilità, adattabilità, imprenditorialità.

Le risorse destinate per il finanziamento di progetti a valere sulla presente azione ammontano complessivamente ad Euro 8 milioni.

3) Descrizione dell'azione

Per l'azione di cui trattasi viene lasciata al proponente l'individuazione del profilo e del percorso formativo.

I pre-requisiti per accedere a questa linea di finanziamento sono, con riguardo ai destinatari dell'azione, la cittadinanza italiana (secondo quanto indicato al precedente paragrafo 3 ("Destinatari") ed un titolo di studio superiore o il possesso di esperienze professionali riconosciute, congruenti con il percorso di perfezionamento.

Per la realizzazione di questi servizi formativi individuali vengono previste modalità di Fellowship, che prevedono il finanziamento di borse di studio individuali sulla base di un piano formativo prevalentemente basato su soggiorni all'estero. La formazione può essere riferita a master universitari già esistenti e ad iniziative di specializzazione anche di tipo settoriale (settori economici e industriali) comunque nell'ambito di percorsi o istituzioni già esistenti. Il piano formativo è mirato alla specializzazione nell'area disciplinare individuata e include la componente esperienziale. La durata prevista non può superare i dieci mesi e dovrà includere un periodo di stage.

Per quanto concerne l'erogazione di borse di studio, si specifica quanto segue:

- le stesse dovranno essere composte da una quota fissa e da una quota variabile, a copertura quest'ultima dei costi di trasferimento dei borsisti;

- la quota fissa verrà rimborsata all'ente proponente previa produzione:

- di idonea attestazione dell'ente erogante i servizi formativi circa la regolare fruizione dei medesimi da parte del borsisti, unitamente alla ordinaria documentazione amministrativa di iscrizione e frequenza prevista nella istituzione di riferimento;

- di idonea quietanza/e resa/e dai borsisti circa gli importi effettivamente a tale titolo percepiti;

- la quota variabile sarà rimborsata all'ente proponente previa produzione dei documenti di viaggio (classe economy, o equivalente, comunque denominata) utilizzati dal beneficiario per i trasferimenti necessari alla fruizione dei detti servizi formativi.

I proponenti dovranno indicare:

1) i fabbisogni formativi;

2) i criteri e le modalità di selezione dei beneficiari;

3) il piano formativo individuale (obiettivi, contenuti, metodi, responsabilità amministrative, modalità di monitoraggio e di valutazione, costi unitari, includendo la formazione a distanza);

4) la valutazione delle offerte di Master o di altri percorsi di specializzazione esistenti;

5) le motivazioni delle istituzioni scelte e del percorso di specializzazione;

6) le eventuali azioni di tutoring e di accompagnamento per raccordare i profili con i contesti produttivi di riferimento;

7) il programma di stage aziendale;

8) il piano di mobilità dei beneficiari;

9) le modalità di certificazione;

10) le modalità valutative dell'azione complessiva;

11) il piano finanziario.

4) Tipologie di attività ammissibili

Le attività ammissibili sono:

- analisi dei bisogni;

- progettazione e disegno formativo (Predisposizione del curricolo);

- organizzazione, coordinamento;

- borse di studio individuali (erogazione e gestione);

- stage (progettazione e gestione);

- gestione e monitoraggio;

- valutazione.

5) Tipologia di proponenti

I proponenti, con sede in Italia, dovranno essere:

a) Organismi certificati di formazione e specializzazione professionale;

b) Università pubbliche e private;

c) Centri riconosciuti di ricerca e di assistenza tecnica;

d) altri Enti pubblici abilitati per statuto alla realizzazione delle attività di progetto;

e) Associazioni sindacali o datoriali o enti bilaterali;

m) ONLUS abilitate per statuto alla realizzazione delle attività di progetto, anche operanti nel settore dell'emigrazione;

k) imprese singole o consorzi o GEIE;

f) raggruppamenti temporanei fra due o più dei soggetti di cui alle tipologie suindicate.

7. Durata dei progetti ed ambito territoriale degli interventi

Ogni progetto non deve avere durata di realizzazione superiore a 24 mesi e deve avere come ambito di riferimento una o più Circoscrizioni consolari, espressamente individuate. Solo nel caso di mancanza di Circoscrizioni consolari, l'ambito territoriale sarà quello dell'Ambasciata.

8. Modalità e termini per la presentazione dei progetti

I soggetti proponenti sono tenuti a presentare domanda di contributo, formulata secondo lo schema di cui all'allegato 1, per ogni singolo progetto, sulla base delle indicazioni contenute nel presente avviso.

La domanda ed il formulario di presentazione (redatto utilizzando lo schema di cui all'allegato 2) devono pervenire in originale ed in copia, in unico plico (con all'esterno l'indicazione di tutti i dati identificativi del mittente e della Misura di riferimento), al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - UCOFPL, Divisione V, Via Fornovo n. 8 - 00192 Roma, tassativamente, a pena di esclusione, entro le ore 14.00 del 60 (sessantesimo) giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Nel caso di spedizione a mezzo posta, farà in ogni caso fede la data di ricezione e non quella di invio.

Nel caso di consegna a mano o a mezzo corriere la consegna dovrà avvenire tassativamente entro le ore 14.00 del giorno su indicato.

All'interno del medesimo plico devono altresì essere contenuti, a pena di esclusione, i documenti richiesti nel testo del presente avviso per l'ammissione dei progetti a valutazione (in particolare, salvo altre, vedasi le disposizioni di cui al successivo punto 9). L'amministrazione resta comunque nella facoltà di richiedere integrazioni e chiarimenti sui documenti presentati, in analogia e nei limiti di quanto disposto per le procedure di gara all'art. 16 del D.L.vo n. 157/1995.

Nel caso in cui un medesimo soggetto presenti più di un progetto, per ciascuno di essi, dovrà essere presentata la documentazione prevista a corredo, non potendosi in alcun caso fare riferimento alla documentazione presentata in relazione a progetti diversi.

I plichi pervenuti successivamente ai termini su indicati saranno dichiarati inammissibili.

Entro la stessa data, una copia del formulario (che dovrà essere dichiarata dal proponente conforme all'originale trasmesso al MLPS) deve essere inviata, a mezzo raccomandata a.r. o a mezzo corriere, al Consolato generale d'Italia la cui Circoscrizione costituisce l'ambito territoriale di riferimento dell'attività proposta. Nel caso in cui il progetto riguardi più Circoscrizioni consolari, dovrà essere, con le medesime modalità, trasmessa una copia del formulario a ciascuna struttura consolare interessata.

In caso di mancanza di struttura consolare, il formulario dovrà essere inviato all'Ambasciata d'Italia competente.

Gli estremi di tali invii devono essere comunicati al Ministero del Lavoro e Politiche Sociali contestualmente alla domanda di finanziamento (ved. schema domanda sub allegato 1).

Il mancato invio dei progetti agli uffici consolari, o all'Ambasciata, competenti per territorio, ovvero l'omessa attestazione di tale invio, comporta l'esclusione dei progetti stessi dalla valutazione.

Le Autorità consolari, in stretto coordinamento con le competenti Ambasciate, sentiti i rappresentanti delle collettività italiane all'estero (COMITES) e le competenti autorità locali, formuleranno un parere, non vincolante, in merito all'efficacia del progetto in rapporto alle politiche del lavoro locali ed ai fabbisogni del territorio di riferimento, ed inoltreranno il parere stesso, informandone contemporaneamente la propria Ambasciata e gli stessi COMITES, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Ufficio Centrale OFPL Divisione V - Via Fornovo n. 8 - 00192 Roma (anche via fax n. 0039.06.36754947 o e-mail EPatrizi@welfare.gov.it oppure MLippolis@welfare.gov.it), entro il 50esimo giorno dalla scadenza del termine di presentazione dei progetti.

9. Condizioni di ammissibilità

A pena di inammissibilità, ciascun progetto dovrà essere presentato con le modalità ed entro i termini previsti al precedente paragrafo, mediante compilazione (in tutte le parti pertinenti alla Misura o Sottomisura di riferimento) dell'apposito formulario sub allegato 2 unito al presente avviso.

Tale formulario dovrà essere sottoscritto in ogni pagina dal legale rappresentante.

Sempre a pena di ammissibilità - oltre alle lettere di intenti relative al partenariato, secondo quanto indicato nel testo del formulario (in particolare all'allegato 4) - dovrà inoltre essere trasmessa la seguente documentazione:

a) richiesta di contributo, redatta secondo lo schema contenuto nell'allegato 1 del presente avviso, sottoscritta dal legale rappresentante e corredata di fotocopia del documento di identità del medesimo;

b) copia dello statuto o dell'atto costitutivo dell'ente, da cui risulti in particolare la compatibilità con l'oggetto sociale delle attività comprese nel progetto presentato;

c) certificato di iscrizione al registro delle imprese presso la CCIAA per i soggetti a ciò tenuti o, altrimenti, ad atto o dichiarazione avente contenuto equivalente nel caso di soggetti non tenuti a tale iscrizione. In ogni caso potrà presentarsi dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi dell'art. 46 del D.P.R. n. 445/2000;

d) idonee referenze bancarie rilasciate da almeno un istituto di credito in ordine all'affidabilità finanziaria del soggetto proponente;

e) dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal legale rappresentante, ai sensi dell'art. 47, D.P.R. n. 445/2000, attestante che il proponente non si trova in stato di fallimento, di liquidazione, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o situazioni equivalenti, nè di sospensione dell'attività (vedi schema dichiarazione sub allegato 3);

f) dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal legale rappresentante, ai sensi dell'art. 47, D.P.R. n. 445/2000, attestante, in via alternativa:

f.1) la durata complessiva delle esperienze maturate dal proponente in attività corrispondenti od analoghe a quelle di progetto;

oppure:

f.2) il numero dei progetti realizzati dal proponente, nel medesimo settore del progetto presentato, nei cinque anni precedenti la pubblicazione del presente avviso;

N.B. Sia nel caso di cui sub f.1) (periodo di esperienza) che nel caso di cui sub f.2) (numero di progetti analoghi), dovrà altresì essere fornito elenco dei progetti (o degli incarichi) considerati nelle rispettive dichiarazioni, formulato secondo i termini indicati nello schema di dichiarazione sub allegato 3 unito al presente avviso;

g) dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal legale rappresentante, ai sensi dell'art. 47, D.P.R. n. 445/2000, attestante il volume di attività complessiva del proponente nei tre anni precedenti la pubblicazione del presente avviso, valutata in termini di fatturato o di dato di bilancio equivalente. Tale volume, a pena di inammissibilità, deve essere stato non inferiore ad 1/2 del valore complessivo del progetto presentato.

Gli enti - salvo quelli economici - aventi personalità giuridica pubblica sono esentati dal presentare:

- le referenze di cui al punto d);

- la dichiarazione di cui al punto e);

- ogni altro documento ex lege incompatibile con la natura dell'ente.

In caso di raggruppamenti:

- il formulario di presentazione, redatto secondo lo schema sub 2 allegato al presente avviso, dovrà essere sottoscritto in ogni pagina dal legale rappresentante del soggetto capofila ed in calce all'ultimo foglio anche da tutti i legali rappresentanti dei soggetti partecipanti.

- la domanda di cui alla lettera a) del presente articolo dovrà essere formulata secondo le apposite indicazioni fornite nello schema contenuto nell'allegato di cui sub 1, sottoscritta da tutti i legali rappresentanti dei soggetti partecipanti e corredata dei documenti di identità degli stessi;

- i documenti di cui alle lettere b), c), d) ed e) del presente articolo dovranno essere presentate da ciascun componente (fatti salvi i casi di esenzione su indicati);

- le dichiarazioni richieste - in via alternativa - sub lettera f) e lettera g) saranno verificate per tutto il raggruppamento, fermo restando, che il soggetto indicato come capofila, dovrà risultare in possesso di una quota dei detti requisiti pari almeno al 50% dei medesimi.

10. Criteri e modalità di selezione dei progetti

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - UCOFPL provvederà, a mezzo dei propri uffici, a verificare la sussistenza delle condizioni di ammissibilità di cui al precedente paragrafo 8 (nonchè di quelle altre comunque discendenti dal testo del presente avviso o da disposizioni di legge o regolamentari), provvedendo quindi a comunicare entro breve termine ai soggetti interessati l'eventuale esclusione dalla procedura. Nel caso di raggruppamenti temporanei, tale comunicazione sarà inviata unicamente al soggetto indicato come capofila.

Così individuati i progetti da sottoporre a valutazione, quest'ultima sarà affidata a Comitato tecnico, composto di esperti nominati con apposito decreto.

La valutazione dei progetti avverrà in ragione dei seguenti criteri e parametri:

  Criterio Punteggio
massimo
1 Rilevanza (obiettivi, scopo del progetto, risultati attesi) 25
2 Innovatività della proposta progettuale 13
3 Congruenza tra analisi e programma di intervento 12
4 Congruenza tra piano finanziario e attività e rapporto mezzi finanziari richiesti/risultati attesi 12
5 Coerenza (concatenazione logica obiettivi e risultati - Logical Framework Matrix) 10
6 Adeguatezza della formulazione (analisi e programma di intervento) 8
7 Congruenza tra competenze e attività 8
8 Congruenza tra piano valutativo e scopo del progetto 6
9 Modalità di automonitoraggio ed autovalutazione 6
------------------
  Totale 100

Non saranno in alcun caso considerati finanziabili i progetti che riportino valutazione inferiore a 60 punti.

L'attribuzione dei punteggi e la relativa graduatoria avverrà facendo uso di due decimali dopo il numero intero.

11. Concessione ed erogazione del finanziamento

I progetti, che a seguito della valutazione, di cui al precedente paragrafo 10, abbiano riportato un punteggio almeno pari a punti 60, saranno ammessi a finanziamento sino ad esaurimento delle risorse destinate ad ogni singola Azione, a cominciare naturalmente dal progetto in posizione più elevata della relativa graduatoria.

Nel caso di progetti che abbiano riportato il medesimo punteggio, sarà data priorità ai progetti nel cui Paese di realizzazione il PIL pro capite risulti comparativamente più basso. Faranno a questo effetto fede le apposite rilevazioni dell'IMF (Fondo monetario internazionale).

Nel caso in cui i progetti in posizione di ex aequo siano da realizzarsi all'interno di un medesimo Paese, verrà data priorità al progetto di importo complessivo più elevato.

In ogni caso l'amministrazione si riserva espressamente la facoltà di non procedere - con decisione di merito e quindi non sindacabile - al finanziamento di quei progetti relativamente ai quali sia pervenuto parere non positivo da parte dei competenti Uffici consolari o della competente Ambasciata, senza che i soggetti direttamente o anche indirettamente interessati possano nulla opporre in merito.

Qualora il budget destinato al finanziamento dei progetti presentati nell'ambito della Azione A1, non risulti interamente assorbito dai progetti ammessi su tale Azione, il budget residuo potrà essere utilizzato per il finanziamento di eventuali progetti presentati sulla Azione A2, valutati idonei ma non finanziabili per esaurimento del budget destinato a tale Azione.

Esattamente l'inverso vale per l'ipotesi in cui il residuo budget faccia capo all'Azione A2.

L'approvazione della graduatoria verrà disposta con decreto dirigenziale che sarà tempestivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana oltre che sul sito Internet ufficiale dell'amministrazione procedente (www.welfare.gov.it).

Successivamente - previa acquisizione della documentazione del caso, in particolare per quanto concerne le verifiche prescritte dalla cosiddetta normativa antimafia - sarà stipulato atto di concessione di finanziamento, nel quale saranno per intero regolati diritti ed obblighi del beneficiario del finanziamento.

La non accettazione da parte del proponente delle condizioni stabilite nel detto atto di concessione di finanziamento comporterà l'immediata revoca del finanziamento stesso.

L'erogazione dei contributi avverrà con le seguenti modalità:

- il 50%, quale prima anticipazione, successivamente all'avvio delle attività, da documentare mediante dichiarazione resa ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. n. 445/2000;

- il 30%, quale seconda anticipazione, sulla base di dichiarazione resa, ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, dal soggetto beneficiario attestante l'avvenuta spesa di almeno il 50% della prima anticipazione;

- la quota residua, a titolo di saldo, sino a concorrenza del 20% dell'importo massimo del finanziamento, a seguito della verifica amministrativo-contabile che sarà condotta dalla o dalle Rappresentanze consolari (o dall'Ambasciata) di riferimento, previa presentazione a tali Rappresentanze e contestualmente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del rendiconto finale di progetto.

Entrambe le anticipazioni di cui sopra, dovranno essere garantite da apposita polizza fidejussoria bancaria o assicurativa (a prima richiesta, senza beneficio di preventiva escussione e con espressa rinuncia alle decadenze di cui all'art. 1955 e segg., Codice civile) o da fidejussione rilasciata da intermediari finanziari, compresi nell'elenco speciale di cui all'art. 107 del D.L.vo n. 385/1993 (62) autorizzati al ramo cauzioni dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, da rendersi con sottoscrizione autenticata.

Ogni altro aspetto negoziale sarà regolato - per quanto non disciplinato da leggi o regolamenti o da disposizioni del presente avviso - nell'atto di concessione di finanziamento sopra citato.

---------

(62) Ved. Boll. Lav. e Trib. 1994, pag. 2388.

12. Valutazione

La rilevanza dei progetti e l'efficacia dei risultati saranno analizzati da una apposita azione valutativa in itinere ed ex post.

13. Obblighi dei soggetti finanziati nello svolgimento delle attività

I soggetti finanziati, nel caso di rilascio di attestazione di qualifica professionale, devono attenersi alla normativa sulla trasparenza e sulla certificazione formativa, in conformità con quanto disposto dal decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale del 12 marzo 1996 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 5 aprile 1996 e successive modifiche ed integrazioni.

Gli obblighi degli stessi a questo effetto saranno precisati nell'Atto di concessione del contributo predisposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Roma, 5 marzo 2004

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